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	<title>Ca&#039; RezzonicoIL MERLETTO DI PAPA REZZONICO. Presentazione Archivi | Ca&#039; Rezzonico</title>
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	<description>Museo del Settecento Veneziano</description>
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		<title>Evento</title>
		<link>https://carezzonico.visitmuve.it/it/eventi/archivio-eventi/il-merletto-di-papa-rezzonico/2017/06/17092/presentazione-merletto-ca-rezzonico/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jun 2017 15:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL MERLETTO DI PAPA REZZONICO. Presentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A Ca'Rezzonico, martedì 11 luglio 2017, è in programma la presentazione al pubblico della preziosa balza in merletto ad ago realizzata a Venezia verso la metà del XVIII secolo e appartenuta a Carlo Rezzonico, Papa Clemente XIII. Clicca e scopri di più [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presentazione al pubblico</strong></p>
<p><strong>Martedì 11 luglio 2017, &nbsp;ore 15<br />
Venezia, Ca&#8217; Rezzonico</strong></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>A seguito della donazione degli eredi di Mario e Renzo Camerino alla Fondazione Andriana Marcello, della preziosa balza in merletto ad ago realizzata a Venezia verso la metà del XVIII secolo – balza per la quale è ipotizzabile una appartenenza a Carlo Rezzonico (Venezia 1693 – Roma 1769) divenuto Papa Clemente XIII il 6 luglio 1758 – si è ritenuto opportuno esporla in quella che è stata la dimora di questa importante famiglia, accanto al ritratto eseguito da Anton Raphael Mengs, che rappresenta il pontefice con uno dei rocchetti di merletto che tanto amava indossare.</p>
<p>Si tratta di una balza di rocchetto o camice, intera, che misura cm 55&#215;300, realizzata ad ago, con filato di lino finissimo e fondo di rete a maglie in punto cappa, a Venezia,&nbsp; nella prima metà del secolo XVIII.&nbsp;</p>
<p>Il disegno presenta caratteristiche di impostazione strutturale e scelta di elementi naturalistici, che si ritrovano nei lampassi denominati dentellé, ideati dai disegnatori&nbsp; lionesi tra fine ‘600 e inizio ‘700, sovvenzionati da Colbert&nbsp; ministro di Luigi XIV&nbsp; per sostenere l’offensiva contro le eccessive richieste di tessuti e merletti veneziani da parte della corte di&nbsp; Versailles, contrastato&nbsp; con il premeditato espatrio (rapimento?) di maestranze veneziane in Francia, organizzato dall’intraprendente ministro.</p>
<p>La struttura compositiva è a sequenza di decori in alzata ‘a candelabra’, che però&nbsp; si ripetono anche in orizzontale (rapporto modulo disegnativo cm.55&#215;55). Tecnicamente i punti utilizzati sono quelli dei merletti veneziani del primo ‘700, imitanti le creazioni della&nbsp; ‘neonata’&nbsp; concorrenza francese (Sédan, Argentan) accostando in&nbsp; magica commistione a&nbsp; creare lo sfondo sia le barrette o sbari del&nbsp; ‘punto Venezia’, sia la rete a maglie che caratterizzerà quello che sarà poi definito ‘punto Burano’.</p>
<p>Gli elementi naturalistici che si dispongono scontornati a profilare la parte inferiore della balza, sono quelli orientaleggianti, che si trovano anche su merletti veneziani&nbsp; precedenti.</p>
<p>Tecnica uguale e decoro similare caratterizzano un manufatto importantissimo, che viene eseguito presso la Scuola dei merletti di Burano&nbsp; nell’ultimo quarto del secolo XIX, definito nei disegni , nei documenti, negli album fotografici, “di Papa Rezzonico”. È documentato che&nbsp; Casa Savoia, nella persona della principessa, poi Regina Margherita, imprestava merletti antichi alla Scuola perché venissero copiati e riprodotti.</p>
<p>Il disegnatore ufficiale della Scuola Annibale D’Este potrebbe&nbsp; averne semplificato il decoro.</p>
<p>La balza presentata dalla Scuola all’esposizione internazionale di Parigi, è alta cm 55 , lunga m 3, realizzata in due anni di lavoro da 17 operaie. Lo studioso Victor Ceresole, in Origines de la dentelle de Venise et l’Ecole du point de Burano, Venise, Antonelli, 1878, a pp.13-14 scrive&nbsp; “…on observera surtout les modele n.V et VI en point de Venise, dentelles dites&nbsp; du Pape Rezzonico . La première pièce est de 3 mètres et de la largeur&nbsp; de 55 centimètres. Elle vaut 6000 francs… L’Ecole… est répresentée à Paris par la «Compagnie des verres et mosaiques de Venise et de Burano» e dalla «maison Pannier Lahoche et C.ie, rue Auber, Paris».” Due modelli, come emerge (non solo nei disegni della Scuola), ma anche da un documento edito a Venezia nel 1888&nbsp; in cui si legge che della tipologia definita ‘punto d’Argentan (Papa Rezzonico)’ si fanno due tipi uno alto cm 51 e uno alto cm 61 e nei disegni rimasti si trova scritto “Mod.V” e “mod.VI”.</p>
<p>Nel 1884 il Victoria &amp; Albert Museum di Londra acquista cm 55,5&#215;69,5 di un&nbsp; manufatto detto “Papa Rezzonico” esposto dalla Scuola all’esposizione di Torino, per 68 sterline, che impresterà alla prima mostra realizzata nel 1981 nel museo di Burano, di decoro uguale a quello dei disegni. Un’altra bordura lunga m 3 dello stesso tipo di merletto, fu venduta nel 1887 alla duchessa di Hamilton e poi ancora replicato per la duchessa di Baden.&nbsp; Un altro ‘pezzo’ era stato acquistato a un’asta dalla collezionista&nbsp; Fulvia Lewis Zerauschek.</p>
<p>La balza che viene donata alla Fondazione Andriana Marcello dagli eredi Camerino, oggi in comodato alla Fondazione Musei Civici di Venezia, era appartenuta alla suddetta famiglia, collezionista di merletti antichi e con negozio di merletti a Parigi. Su una paginetta dattiloscritta che accompagnava la preziosa balza, questa viene definita “gloria”.</p>
<p>È intrigante&nbsp; e curioso tale termine, che ho ritrovato utilizzato nella pubblicazione di Giuseppe&nbsp; Pasqualigo, I merletti ad ago o a punto in aria di Burano, Trieste, TipografiaPastori, 1887, p. 51. Vi si legge dei prestiti di disegni, fotografie e manufatti che Margherita faceva alla Scuola, tra cui un merletto che sarebbe appartenuto a&nbsp; Clemente XIII “ossia Carlo Rezzonico nato a Venezia nel 1693, morto nel 1769. Questo prezioso merletto&nbsp; a punto Argentan [sic!] eseguito parmi dalle monache di s.Zaccaria nel 1762 (cioè quattro anni dopo l’assunzione di lui al Pontificato), oggi proprietà della Casa Reale d’Italia, venne&nbsp; affidato senz’altro da S.M. la Regina alla Scuola professionale di Burano!</p>
<p>Dagli esemplari fotografati di questo stupendo merletto e dietro l’esame dell’originale, la Scuola di Burano s’attentò riprodurlo e lavorando 9 mesi e 13 giorni, diciassette ragazze del popolo (di cui riporta i nomi), allieve della Scuola, ebbero l’indicibile gloria di riprodurne esattamente tre metri…”. Aggiunge anche che fu tanta l’esattezza della riproduzione “da non potersi distinguere se e quale dei due esemplari” fosse l’originale o la copia. C’è anche da sottolineare, osservando i diversi ritratti o incisioni rimasti di papa Rezzonico, che le alte balze di camici, rocchetti e cotte, sono tutte straordinarie e diverse, per cui è evidente che ne possedeva numerose.</p>
<p>In conclusione, si esclude che la balza donata sia quella riprodotta dalla Scuola di Burano e conservata per esempio al Victoria &amp; Albert Museum. Non si esclude invece che possa trattarsi della balza originale appartenuta a Clemente XIII. La parola “gloria” che l’accompagna è legata certamente all’assunzione al Pontificato. Su tale uso era per molti motivi giusto sorvolare nei tempi critici delle peregrinazioni dei proprietari: la parola serviva solo a qualcuno di loro per ricordarsi in un eventuale futuro di tale onorevole utilizzo. Ma la morte dei protagonisti impedisce ulteriori chiarimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Doretta Davanzo Poli</p>
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